Discussione:
Aggredito da un orso. Investito da bombardamenti. Sequestrato e tenuto prigioniero dai guerriglieri curdi di Ocalan.Le primavere passano, ma Angelo Palego, origini marchigiane, chimico in pensione, continua a inseguire la magnifica ossessione della sua vita: ritrovare l’Arca di Noè, la grande nave del diluvio universale.Ma non è il solo. Il ricercatore americano Robert Ballard, il cacciatore dei relitti del Titanic e della Bismarck, si prepara a immergersi ancora una volta nelle acque dei misteri.Ballard è convinto che 7500 anni fa, al termine dell’ultima era glaciale, le acque del Mare Egeo si sollevarono di colpo, travolsero la diga naturale del Bosforo, e si riversarono nel Mar Nero.Ballard si immergerà e cercherà le prove del diluvio con l’aiuto di tre robot, progettati e realizzati nella sua base di Mystic Acquarium, nel Rhode Island.Da canto suo nella sua casa di Trecate, Angelo Palego sorride e nasconde il sorriso dietro la tazzina del caffèSubito distilla tutte le sue riserve di esploratore sorretto soprattutto dalla fede (l’italiano è un testimone di Geova convinto) nei confronti del ricco yankee, sostenuto da capitali e apparati massmediologici.Per questa ricerca nel Mar Nero Ballard ha a disposizione un budget immenso, si parla di cinque milioni di euro.
(troppo vecchio per rispondere)
Gibboni
2008-07-26 15:41:32 UTC
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Aggredito da un orso. Investito da bombardamenti. Sequestrato e tenuto
prigioniero dai guerriglieri curdi di Ocalan.
Le primavere passano, ma Angelo Palego, origini marchigiane, chimico
in pensione, continua a inseguire la magnifica ossessione della sua
vita: ritrovare l’Arca di Noè, la grande nave del diluvio universale.
Ma non è il solo. Il ricercatore americano Robert Ballard, il
cacciatore dei relitti del Titanic e della Bismarck, si prepara a
immergersi ancora una volta nelle acque dei misteri.
Ballard è convinto che 7500 anni fa, al termine dell’ultima era
glaciale, le acque del Mare Egeo si sollevarono di colpo, travolsero
la diga naturale del Bosforo, e si riversarono nel Mar Nero.
Ballard si immergerà e cercherà le prove del diluvio con l’aiuto di
tre robot, progettati e realizzati nella sua base di Mystic Acquarium,
nel Rhode Island.
Da canto suo nella sua casa di Trecate, Angelo Palego sorride e
nasconde il sorriso dietro la tazzina del caffè.
Subito distilla tutte le sue riserve di esploratore sorretto
soprattutto dalla fede (l’italiano è un testimone di Geova convinto)
nei confronti del ricco yankee, sostenuto da capitali e apparati
massmediologici.
Per questa ricerca nel Mar Nero Ballard ha a disposizione un budget
immenso, si parla di cinque milioni di euro.
"Le sue spedizioni sono grandiose. Io organizzo le mie con poche
manciate di soldi. La differenza sta tutta qui. - ha detto Palego - Di
una cosa sono però sicuro: Ballard si deve togliere dalla testa di
trovare l’Arca. Se l’Arca fosse rimasta in acqua il legno sarebbe
presto marcito. L’Arca galleggiava. Finito il diluvio, si posò là dove
dice la Bibbia, dal capitolo sei al capitolo otto della Genesi: sul
monte Ararat."
Palego coltiva dubbi anche sulla ricerca di Ballard, sulla sua
decisione di provare che la Bibbia aveva ragione andando a scavare nel
Mar Nero.
"Ballard - dice sempre Palego - sostiene che l’Egeo si riversò nel Mar
Nero attraverso i Dardanelli. La prova sarebbero i resti, nei fondali,
di case e di villaggi sommersi da quell’onda immensa. Ma il diluvio fu
universale, non riguardò soltanto quei due mari. Il Mar Nero si
riempì, si gonfiò come tutti i mari del mondo. Altrimenti che diluvio
universale sarebbe stato?"
In settembre Angelo Palego è partito per la sua diciannovesima
spedizione.
A 67 anni il vecchio Indiana Jones di casa nostra rilancia la sfida
con il destino, con la storia, con se stesso. Con nel cuore una
speranza in più: "Claudio Schranz, lo scalatore di Macugnaga, è stato
sull’Ararat nel novembre dello scorso anno con una spedizione che
comprendeva due italiani, due americani, due svizzeri, un tedesco.
Nella mia spedizione di agosto avevo scoperto una sagoma scura che si
distingueva chiaramente sotto il ghiacciaio Parrot. Pioveva e
grandinava, non eravamo riusciti a salire sul ghiacciaio. Schranz è
partito accompagnato da un amico curdo. Il 2 dicembre è arrivato a
cinque metri da quell’oggetto scuro e lo ha filmato. è una trave. Una
trave dell’Arca di Noè. Le prove sono su Internet. Un video di circa
un’ora (visibile sul sito Internet www.noahsark.it) riprende quel
magico pezzo di legno, lungo circa 70 centimetri, largo 30 e spesso
25, che spunta per un metro dal ghiacciaio, in una delle gole
dell’Ararat."
"In settembre - s’infervora Palego - i ghiacci saranno sciolti. Questa
volta si va a toccare la trave. La si va a prendere. La porteremo giù.
Per la prima volta il mondo si troverà di fronte a una prova
inoppugnabile. L’Arca di Noè è sul Monte Ararat. E io l’ho trovata."
Mk
2008-07-26 16:42:42 UTC
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Post by Gibboni
Aggredito
si fotta, Gibboni.

Mk
Gibboni
2008-07-26 18:26:34 UTC
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Post by Gibboni
Aggredito da un orso. Investito da bombardamenti. Sequestrato e tenuto
prigioniero dai guerriglieri curdi di Ocalan.
Le primavere passano, ma Angelo Palego, origini marchigiane, chimico
in pensione, continua a inseguire la magnifica ossessione della sua
vita: ritrovare l’Arca di Noè, la grande nave del diluvio universale.
Ma non è il solo. Il ricercatore americano Robert Ballard, il
cacciatore dei relitti del Titanic e della Bismarck, si prepara a
immergersi ancora una volta nelle acque dei misteri.
Ballard è convinto che 7500 anni fa, al termine dell’ultima era
glaciale, le acque del Mare Egeo si sollevarono di colpo, travolsero
la diga naturale del Bosforo, e si riversarono nel Mar Nero.
Ballard si immergerà e cercherà le prove del diluvio con l’aiuto di
tre robot, progettati e realizzati nella sua base di Mystic Acquarium,
nel Rhode Island.
Da canto suo nella sua casa di Trecate, Angelo Palego sorride e
nasconde il sorriso dietro la tazzina del caffè.
Subito distilla tutte le sue riserve di esploratore sorretto
soprattutto dalla fede (l’italiano è un testimone di Geova convinto)
nei confronti del ricco yankee, sostenuto da capitali e apparati
massmediologici.
Per questa ricerca nel Mar Nero Ballard ha a disposizione un budget
immenso, si parla di cinque milioni di euro.
"Le sue spedizioni sono grandiose. Io organizzo le mie con poche
manciate di soldi. La differenza sta tutta qui. - ha detto Palego - Di
una cosa sono però sicuro: Ballard si deve togliere dalla testa di
trovare l’Arca. Se l’Arca fosse rimasta in acqua il legno sarebbe
presto marcito. L’Arca galleggiava. Finito il diluvio, si posò là dove
dice la Bibbia, dal capitolo sei al capitolo otto della Genesi: sul
monte Ararat."
Palego coltiva dubbi anche sulla ricerca di Ballard, sulla sua
decisione di provare che la Bibbia aveva ragione andando a scavare nel
Mar Nero.
"Ballard - dice sempre Palego - sostiene che l’Egeo si riversò nel Mar
Nero attraverso i Dardanelli. La prova sarebbero i resti, nei fondali,
di case e di villaggi sommersi da quell’onda immensa. Ma il diluvio fu
universale, non riguardò soltanto quei due mari. Il Mar Nero si
riempì, si gonfiò come tutti i mari del mondo. Altrimenti che diluvio
universale sarebbe stato?"
In settembre Angelo Palego è partito per la sua diciannovesima
spedizione.
A 67 anni il vecchio Indiana Jones di casa nostra rilancia la sfida
con il destino, con la storia, con se stesso. Con nel cuore una
speranza in più: "Claudio Schranz, lo scalatore di Macugnaga, è stato
sull’Ararat nel novembre dello scorso anno con una spedizione che
comprendeva due italiani, due americani, due svizzeri, un tedesco.
Nella mia spedizione di agosto avevo scoperto una sagoma scura che si
distingueva chiaramente sotto il ghiacciaio Parrot. Pioveva e
grandinava, non eravamo riusciti a salire sul ghiacciaio. Schranz è
partito accompagnato da un amico curdo. Il 2 dicembre è arrivato a
cinque metri da quell’oggetto scuro e lo ha filmato. è una trave. Una
trave dell’Arca di Noè. Le prove sono su Internet. Un video di circa
un’ora (visibile sul sito Internetwww.noahsark.it) riprende quel
magico pezzo di legno, lungo circa 70 centimetri, largo 30 e spesso
25, che spunta per un metro dal ghiacciaio, in una delle gole
dell’Ararat."
"In settembre - s’infervora Palego - i ghiacci saranno sciolti. Questa
volta si va a toccare la trave. La si va a prendere. La porteremo giù.
Per la prima volta il mondo si troverà di fronte a una prova
inoppugnabile. L’Arca di Noè è sul Monte Ararat. E io l’ho trovata."
gibboni
2008-07-27 08:53:24 UTC
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Post by Gibboni
Aggredito da un orso. Investito da bombardamenti. Sequestrato e tenuto
prigioniero dai guerriglieri curdi di Ocalan.
Le primavere passano, ma Angelo Palego, origini marchigiane, chimico
in pensione, continua a inseguire la magnifica ossessione della sua
vita: ritrovare l’Arca di Noè, la grande nave del diluvio universale.
Ma non è il solo. Il ricercatore americano Robert Ballard, il
cacciatore dei relitti del Titanic e della Bismarck, si prepara a
immergersi ancora una volta nelle acque dei misteri.
Ballard è convinto che 7500 anni fa, al termine dell’ultima era
glaciale, le acque del Mare Egeo si sollevarono di colpo, travolsero
la diga naturale del Bosforo, e si riversarono nel Mar Nero.
Ballard si immergerà e cercherà le prove del diluvio con l’aiuto di
tre robot, progettati e realizzati nella sua base di Mystic Acquarium,
nel Rhode Island.
Da canto suo nella sua casa di Trecate, Angelo Palego sorride e
nasconde il sorriso dietro la tazzina del caffè.
Subito distilla tutte le sue riserve di esploratore sorretto
soprattutto dalla fede (l’italiano è un testimone di Geova convinto)
nei confronti del ricco yankee, sostenuto da capitali e apparati
massmediologici.
Per questa ricerca nel Mar Nero Ballard ha a disposizione un budget
immenso, si parla di cinque milioni di euro.
"Le sue spedizioni sono grandiose. Io organizzo le mie con poche
manciate di soldi. La differenza sta tutta qui. - ha detto Palego - Di
una cosa sono però sicuro: Ballard si deve togliere dalla testa di
trovare l’Arca. Se l’Arca fosse rimasta in acqua il legno sarebbe
presto marcito. L’Arca galleggiava. Finito il diluvio, si posò là dove
dice la Bibbia, dal capitolo sei al capitolo otto della Genesi: sul
monte Ararat."
Palego coltiva dubbi anche sulla ricerca di Ballard, sulla sua
decisione di provare che la Bibbia aveva ragione andando a scavare nel
Mar Nero.
"Ballard - dice sempre Palego - sostiene che l’Egeo si riversò nel Mar
Nero attraverso i Dardanelli. La prova sarebbero i resti, nei fondali,
di case e di villaggi sommersi da quell’onda immensa. Ma il diluvio fu
universale, non riguardò soltanto quei due mari. Il Mar Nero si
riempì, si gonfiò come tutti i mari del mondo. Altrimenti che diluvio
universale sarebbe stato?"
In settembre Angelo Palego è partito per la sua diciannovesima
spedizione.
A 67 anni il vecchio Indiana Jones di casa nostra rilancia la sfida
con il destino, con la storia, con se stesso. Con nel cuore una
speranza in più: "Claudio Schranz, lo scalatore di Macugnaga, è stato
sull’Ararat nel novembre dello scorso anno con una spedizione che
comprendeva due italiani, due americani, due svizzeri, un tedesco.
Nella mia spedizione di agosto avevo scoperto una sagoma scura che si
distingueva chiaramente sotto il ghiacciaio Parrot. Pioveva e
grandinava, non eravamo riusciti a salire sul ghiacciaio. Schranz è
partito accompagnato da un amico curdo. Il 2 dicembre è arrivato a
cinque metri da quell’oggetto scuro e lo ha filmato. è una trave. Una
trave dell’Arca di Noè. Le prove sono su Internet. Un video di circa
un’ora (visibile sul sito Internetwww.noahsark.it) riprende quel
magico pezzo di legno, lungo circa 70 centimetri, largo 30 e spesso
25, che spunta per un metro dal ghiacciaio, in una delle gole
dell’Ararat."
"In settembre - s’infervora Palego - i ghiacci saranno sciolti. Questa
volta si va a toccare la trave. La si va a prendere. La porteremo giù.
Per la prima volta il mondo si troverà di fronte a una prova
inoppugnabile. L’Arca di Noè è sul Monte Ararat. E io l’ho trovata."
Peltio
2008-07-27 09:43:13 UTC
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Il giorno 27-07-08 alle ore 10.53.24, l'imputato gibboni rilascio', di
fronte ai testimoni di it.discussioni.misteri, le seguenti
compromettenti dichiarazioni prontamente archiviate con numero di
protocollo:
<b85b0dd6-36b1-49fc-a2f2-***@m36g2000hse.googlegroups.com>

Splendido reposto di un crosspost multiplo.
E poi di una cagata simile...
Post by Gibboni
Il 2 dicembre è arrivato a
cinque metri da quell’oggetto scuro e lo ha filmato. è una trave. Una
trave dell’Arca di Noè. Le prove sono su Internet. Un video di circa
un’ora (visibile sul sito Internetwww.noahsark.it) riprende quel
magico pezzo di legno, lungo circa 70 centimetri, largo 30 e spesso
25, che spunta per un metro dal ghiacciaio, in una delle gole
dell’Ararat."
Sbagliato qualche misura?

saluti,
Peltio
Leonardo Serni
2008-07-27 11:07:40 UTC
Permalink
Post by Peltio
un?ora (visibile sul sito Internetwww.noahsark.it) riprende quel
magico pezzo di legno, lungo circa 70 centimetri, largo 30 e spesso
25, che spunta per un metro dal ghiacciaio, in una delle gole
dell?Ararat."
Sbagliato qualche misura?
E' un mistero. A quanto pare fluttua a trenta centimetri dal ghiaccio.

Del resto se no non era un MAGICO pezzo di legno, no? Scusa, anche te,
certe volte...

Leonardo
--
IN NO EVENT SHALL MICROSOFT [] BE LIABLE FOR [] FAILURE TO MEET ANY DUTY
INCLUDING OF GOOD FAITH OR OF REASONABLE CARE, FOR NEGLIGENCE [] EVEN IN
THE EVENT OF [] BREACH OF CONTRACT OR BREACH OF WARRANTY OF MICROSOFT...
-- EULA di Windows Media VCM 9, articolo 8
roberto
2008-07-27 12:19:20 UTC
Permalink
Leonardo Serni wrote:
-cut-
Post by Leonardo Serni
Post by Peltio
Sbagliato qualche misura?
E' un mistero. A quanto pare fluttua a trenta centimetri dal ghiaccio.
Anche meno, se misuri la diagonale ...
--
|Save our planet!
Ciao |Save wildlife!
roberto |For your E-MAIL use ONLY recycled Bytes !!
|roberto poggi ***@softhome.net
Nickblaster
2008-07-28 07:53:44 UTC
Permalink
Post by Peltio
Il 2 dicembre Ú arrivato a
cinque metri da quell�oggetto scuro e lo ha filmato. Ú una trave. Una
trave dell�Arca di NoÚ. Le prove sono su Internet. Un video di circa
un�ora (visibile sul sito Internetwww.noahsark.it) riprende quel
magico pezzo di legno, lungo circa 70 centimetri, largo 30 e spesso
25, che spunta per un metro dal ghiacciaio, in una delle gole
dell�Ararat."
Sbagliato qualche misura?
In effetti pare tagliata male.
--
Nick
www.myspace.com/nicolabufano
Leonardo Serni
2008-07-28 09:58:10 UTC
Permalink
Post by Nickblaster
Post by Peltio
unâ??ora (visibile sul sito Internetwww.noahsark.it) riprende quel
magico pezzo di legno, lungo circa 70 centimetri, largo 30 e spesso
25, che spunta per un metro dal ghiacciaio, in una delle gole
dellâ??Ararat."
Sbagliato qualche misura?
In effetti pare tagliata male.
Poteri dell'asse, come diceva qualcuno.

Leonardo
--
IN NO EVENT SHALL MICROSOFT [] BE LIABLE FOR [] FAILURE TO MEET ANY DUTY
INCLUDING OF GOOD FAITH OR OF REASONABLE CARE, FOR NEGLIGENCE [] EVEN IN
THE EVENT OF [] BREACH OF CONTRACT OR BREACH OF WARRANTY OF MICROSOFT...
-- EULA di Windows Media VCM 9, articolo 8
Alessandro Il Patriarca Valli
2008-07-28 12:10:42 UTC
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Post by Nickblaster
Post by Peltio
Sbagliato qualche misura?
In effetti pare tagliata male.
Skiant :-D
Ciao
Ale
Gibboni
2008-07-27 11:56:08 UTC
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Post by Gibboni
Aggredito da un orso. Investito da bombardamenti. Sequestrato e tenuto
prigioniero dai guerriglieri curdi di Ocalan.
Le primavere passano, ma Angelo Palego, origini marchigiane, chimico
in pensione, continua a inseguire la magnifica ossessione della sua
vita: ritrovare l’Arca di Noè, la grande nave del diluvio universale.
Ma non è il solo. Il ricercatore americano Robert Ballard, il
cacciatore dei relitti del Titanic e della Bismarck, si prepara a
immergersi ancora una volta nelle acque dei misteri.
Ballard è convinto che 7500 anni fa, al termine dell’ultima era
glaciale, le acque del Mare Egeo si sollevarono di colpo, travolsero
la diga naturale del Bosforo, e si riversarono nel Mar Nero.
Ballard si immergerà e cercherà le prove del diluvio con l’aiuto di
tre robot, progettati e realizzati nella sua base di Mystic Acquarium,
nel Rhode Island.
Da canto suo nella sua casa di Trecate, Angelo Palego sorride e
nasconde il sorriso dietro la tazzina del caffè.
Subito distilla tutte le sue riserve di esploratore sorretto
soprattutto dalla fede (l’italiano è un testimone di Geova convinto)
nei confronti del ricco yankee, sostenuto da capitali e apparati
massmediologici.
Per questa ricerca nel Mar Nero Ballard ha a disposizione un budget
immenso, si parla di cinque milioni di euro.
"Le sue spedizioni sono grandiose. Io organizzo le mie con poche
manciate di soldi. La differenza sta tutta qui. - ha detto Palego - Di
una cosa sono però sicuro: Ballard si deve togliere dalla testa di
trovare l’Arca. Se l’Arca fosse rimasta in acqua il legno sarebbe
presto marcito. L’Arca galleggiava. Finito il diluvio, si posò là dove
dice la Bibbia, dal capitolo sei al capitolo otto della Genesi: sul
monte Ararat."
Palego coltiva dubbi anche sulla ricerca di Ballard, sulla sua
decisione di provare che la Bibbia aveva ragione andando a scavare nel
Mar Nero.
"Ballard - dice sempre Palego - sostiene che l’Egeo si riversò nel Mar
Nero attraverso i Dardanelli. La prova sarebbero i resti, nei fondali,
di case e di villaggi sommersi da quell’onda immensa. Ma il diluvio fu
universale, non riguardò soltanto quei due mari. Il Mar Nero si
riempì, si gonfiò come tutti i mari del mondo. Altrimenti che diluvio
universale sarebbe stato?"
In settembre Angelo Palego è partito per la sua diciannovesima
spedizione.
A 67 anni il vecchio Indiana Jones di casa nostra rilancia la sfida
con il destino, con la storia, con se stesso. Con nel cuore una
speranza in più: "Claudio Schranz, lo scalatore di Macugnaga, è stato
sull’Ararat nel novembre dello scorso anno con una spedizione che
comprendeva due italiani, due americani, due svizzeri, un tedesco.
Nella mia spedizione di agosto avevo scoperto una sagoma scura che si
distingueva chiaramente sotto il ghiacciaio Parrot. Pioveva e
grandinava, non eravamo riusciti a salire sul ghiacciaio. Schranz è
partito accompagnato da un amico curdo. Il 2 dicembre è arrivato a
cinque metri da quell’oggetto scuro e lo ha filmato. è una trave. Una
trave dell’Arca di Noè. Le prove sono su Internet. Un video di circa
un’ora (visibile sul sito Internetwww.noahsark.it) riprende quel
magico pezzo di legno, lungo circa 70 centimetri, largo 30 e spesso
25, che spunta per un metro dal ghiacciaio, in una delle gole
dell’Ararat."
"In settembre - s’infervora Palego - i ghiacci saranno sciolti. Questa
volta si va a toccare la trave. La si va a prendere. La porteremo giù.
Per la prima volta il mondo si troverà di fronte a una prova
inoppugnabile. L’Arca di Noè è sul Monte Ararat. E io l’ho trovata."
Alessandro Il Patriarca Valli
2008-07-27 13:27:36 UTC
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Post by Gibboni
Aggredito da un orso. Investito da bombardamenti. Sequestrato e tenuto
prigioniero dai guerriglieri curdi di Ocalan.
Dilettanti.
Ciao
Ale
gibboni
2008-08-04 18:55:13 UTC
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Post by Gibboni
Aggredito da un orso. Investito da bombardamenti. Sequestrato e tenuto
prigioniero dai guerriglieri curdi di Ocalan.
Le primavere passano, ma Angelo Palego, origini marchigiane, chimico
in pensione, continua a inseguire la magnifica ossessione della sua
vita: ritrovare l’Arca di Noè, la grande nave del diluvio universale.
Ma non è il solo. Il ricercatore americano Robert Ballard, il
cacciatore dei relitti del Titanic e della Bismarck, si prepara a
immergersi ancora una volta nelle acque dei misteri.
Ballard è convinto che 7500 anni fa, al termine dell’ultima era
glaciale, le acque del Mare Egeo si sollevarono di colpo, travolsero
la diga naturale del Bosforo, e si riversarono nel Mar Nero.
Ballard si immergerà e cercherà le prove del diluvio con l’aiuto di
tre robot, progettati e realizzati nella sua base di Mystic Acquarium,
nel Rhode Island.
Da canto suo nella sua casa di Trecate, Angelo Palego sorride e
nasconde il sorriso dietro la tazzina del caffè.
Subito distilla tutte le sue riserve di esploratore sorretto
soprattutto dalla fede (l’italiano è un testimone di Geova convinto)
nei confronti del ricco yankee, sostenuto da capitali e apparati
massmediologici.
Per questa ricerca nel Mar Nero Ballard ha a disposizione un budget
immenso, si parla di cinque milioni di euro.
"Le sue spedizioni sono grandiose. Io organizzo le mie con poche
manciate di soldi. La differenza sta tutta qui. - ha detto Palego - Di
una cosa sono però sicuro: Ballard si deve togliere dalla testa di
trovare l’Arca. Se l’Arca fosse rimasta in acqua il legno sarebbe
presto marcito. L’Arca galleggiava. Finito il diluvio, si posò là dove
dice la Bibbia, dal capitolo sei al capitolo otto della Genesi: sul
monte Ararat."
Palego coltiva dubbi anche sulla ricerca di Ballard, sulla sua
decisione di provare che la Bibbia aveva ragione andando a scavare nel
Mar Nero.
"Ballard - dice sempre Palego - sostiene che l’Egeo si riversò nel Mar
Nero attraverso i Dardanelli. La prova sarebbero i resti, nei fondali,
di case e di villaggi sommersi da quell’onda immensa. Ma il diluvio fu
universale, non riguardò soltanto quei due mari. Il Mar Nero si
riempì, si gonfiò come tutti i mari del mondo. Altrimenti che diluvio
universale sarebbe stato?"
In settembre Angelo Palego è partito per la sua diciannovesima
spedizione.
A 67 anni il vecchio Indiana Jones di casa nostra rilancia la sfida
con il destino, con la storia, con se stesso. Con nel cuore una
speranza in più: "Claudio Schranz, lo scalatore di Macugnaga, è stato
sull’Ararat nel novembre dello scorso anno con una spedizione che
comprendeva due italiani, due americani, due svizzeri, un tedesco.
Nella mia spedizione di agosto avevo scoperto una sagoma scura che si
distingueva chiaramente sotto il ghiacciaio Parrot. Pioveva e
grandinava, non eravamo riusciti a salire sul ghiacciaio. Schranz è
partito accompagnato da un amico curdo. Il 2 dicembre è arrivato a
cinque metri da quell’oggetto scuro e lo ha filmato. è una trave. Una
trave dell’Arca di Noè. Le prove sono su Internet. Un video di circa
un’ora (visibile sul sito Internetwww.noahsark.it) riprende quel
magico pezzo di legno, lungo circa 70 centimetri, largo 30 e spesso
25, che spunta per un metro dal ghiacciaio, in una delle gole
dell’Ararat."
"In settembre - s’infervora Palego - i ghiacci saranno sciolti. Questa
volta si va a toccare la trave. La si va a prendere. La porteremo giù.
Per la prima volta il mondo si troverà di fronte a una prova
inoppugnabile. L’Arca di Noè è sul Monte Ararat. E io l’ho trovata."
memristor
2008-08-04 22:07:17 UTC
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Ma il diluvio fu universale, non riguardò soltanto quei due mari. Il Mar Nero si
riempì,
Universale poteva invece starci, nel tondo che si credeva allora
terra piatta circondato dall'oceano. Quello era tutto cio' che
c'era, poi fuori hic sunt leones.
Vogliamo ancora credere alla Bibbia come ad un libro storico,
o alle leggende tipo Deucalione e Pirra come verità scientifica?
E' chiaro che tutte le figure "mitologiche" sono state una
ricostruzione e una limatura.
si gonfiò come tutti i mari del mondo. Altrimenti che diluvio
universale sarebbe stato?"
Mi sembra che Siusy e Roberto Roversi a volte fanno domande
più intelligenti.

regards
m

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iniziato 2008-07-26 20:41:33 UTC
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Aggredito da un orso. Investito da bombardamenti. Sequestrato e tenuto prigioniero dai guerriglieri curdi di Ocalan.Le primavere passano, ma Angelo Palego, origini marchigiane, chimico in pensione, continua a inseguire la magnifica ossessione della sua vita: ritrovare l’Arca di Noè, la grande nave del diluvio universale.Ma non è il solo. Il ricercatore americano Robert Ballard, il cacciatore dei relitti del Titanic e della Bismarck, si prepara a immergersi ancora una volta nelle acque dei misteri.Ballard è convinto che 7500 anni fa, al termine dell’ultima era glaciale, le acque del Mare Egeo si sollevarono di colpo, travolsero la diga naturale del Bosforo, e si riversarono nel Mar Nero.Ballard si immergerà e cercherà le prove del diluvio con l’aiuto di tre robot, progettati e realizzati nella sua base di Mystic Acquarium, nel Rhode Island.Da canto suo nella sua casa di Trecate, Angelo Palego sorride e nasconde il sorriso dietro la tazzina del caffèSubito distilla tutte le sue riserve di esploratore sorretto soprattutto dalla fede (l’italiano è un testimone di Geova convinto) nei confronti del ricco yankee, sostenuto da capitali e apparati massmediologici.Per questa ricerca nel Mar Nero Ballard ha a disposizione un budget immenso, si parla di cinque milioni di euro.
iniziato 2008-07-26 20:41:33 UTC
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Aggredito da un orso. Investito da bombardamenti. Sequestrato e tenuto prigioniero dai guerriglieri curdi di Ocalan.Le primavere passano, ma Angelo Palego, origini marchigiane, chimico in pensione, continua a inseguire la magnifica ossessione della sua vita: ritrovare l’Arca di Noè, la grande nave del diluvio universale.Ma non è il solo. Il ricercatore americano Robert Ballard, il cacciatore dei relitti del Titanic e della Bismarck, si prepara a immergersi ancora una volta nelle acque dei misteri.Ballard è convinto che 7500 anni fa, al termine dell’ultima era glaciale, le acque del Mare Egeo si sollevarono di colpo, travolsero la diga naturale del Bosforo, e si riversarono nel Mar Nero.Ballard si immergerà e cercherà le prove del diluvio con l’aiuto di tre robot, progettati e realizzati nella sua base di Mystic Acquarium, nel Rhode Island.Da canto suo nella sua casa di Trecate, Angelo Palego sorride e nasconde il sorriso dietro la tazzina del caffèSubito distilla tutte le sue riserve di esploratore sorretto soprattutto dalla fede (l’italiano è un testimone di Geova convinto) nei confronti del ricco yankee, sostenuto da capitali e apparati massmediologici.Per questa ricerca nel Mar Nero Ballard ha a disposizione un budget immenso, si parla di cinque milioni di euro.
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it.comp.grafica
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Aggredito da un orso. Investito da bombardamenti. Sequestrato e tenuto prigioniero dai guerriglieri curdi di Ocalan.Le primavere passano, ma Angelo Palego, origini marchigiane, chimico in pensione, continua a inseguire la magnifica ossessione della sua vita: ritrovare l’Arca di Noè, la grande nave del diluvio universale.Ma non è il solo. Il ricercatore americano Robert Ballard, il cacciatore dei relitti del Titanic e della Bismarck, si prepara a immergersi ancora una volta nelle acque dei misteri.Ballard è convinto che 7500 anni fa, al termine dell’ultima era glaciale, le acque del Mare Egeo si sollevarono di colpo, travolsero la diga naturale del Bosforo, e si riversarono nel Mar Nero.Ballard si immergerà e cercherà le prove del diluvio con l’aiuto di tre robot, progettati e realizzati nella sua base di Mystic Acquarium, nel Rhode Island.Da canto suo nella sua casa di Trecate, Angelo Palego sorride e nasconde il sorriso dietro la tazzina del caffèSubito distilla tutte le sue riserve di esploratore sorretto soprattutto dalla fede (l’italiano è un testimone di Geova convinto) nei confronti del ricco yankee, sostenuto da capitali e apparati massmediologici.Per questa ricerca nel Mar Nero Ballard ha a disposizione un budget immenso, si parla di cinque milioni di euro.
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